Terapia farmacologica per granuloma da cisticerco solitario


L'efficacia della terapia farmacologica antielmintica e con corticosteroidi nella neurocisticercosi parenchimale è ben definita.
Il trattamento del granuloma da cisticerco solitario parenchimale, tuttavia, rimane controverso.

E’ stata valutata l’efficacia del trattamento farmacologico antielmintico e con corticosteroidi nel granuloma da cisticerco solitario.

Sono stati sistematicamente rivisti e quantificati gli studi randomizzati e controllati che hanno messo a confronto i tassi di assenza di crisi convulsive, risoluzione del granuloma e calcificazione residua in individui con granuloma da cisticerco solitario trattati con farmaci antielmintici o corticosteroidi rispetto a soggetti trattati con farmaci antiepilettici da soli.

Sono stati identificati per l'inclusione 15 studi randomizzati controllati; 10 studi randomizzati hanno assegnato 765 persone con granuloma da cisticerco solitario al trattamento con farmaci antiepilettici, con o senza trattamento farmacologico antielmintico ( Albendazolo [ Zendel ] ).
Altri 5 studi randomizzati controllati hanno assegnato 457 persone con granuloma da cisticerco solitario al trattamento con farmaci antiepilettici con o senza farmaci corticosteroidi.

Il trattamento antielmintico è stato associato a un aumento significativo dei tassi di libertà da convulsioni ( odds ratio di non-evento, OR=2.45; P=0.0004 ) e tassi significativamente più elevati di risoluzione dei granulomi ( OR=2.09; P=0.0003 ), ma non ha alterato il rischio di calcificazione residua.

Il trattamento con corticosteroidi non è risultato significativamente associato con qualsiasi risultato.

In conclusione, il trattamento antielmintico con Albendazolo causa tassi più elevati di libertà da convulsioni e velocizza la risoluzione del granuloma.
Il ruolo del trattamento con corticosteroidi rimane incerto. I benefici ( o la loro mancanza, nel caso dei corticosteroidi ) sono coerenti se misurati in diversi momenti dopo il trattamento. ( Xagena2013 )

Otte WM et al, Neurology 2013; 80: 152-162

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